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IPOCRISIA E TRICOLORE

>> venerdì 18 settembre 2009


Estremamente avvilente per la mia persona è la constatazione di quanta ipocrisia possa celarsi nel cuore dell’ italiano quando, per interesse personale e solo per quello, nega l’evidenza anche alla propria coscienza. Posso capire tale atteggiamento quando deve fregare il prossimo, ma assumerlo per fregare sé stessi , lasciatemi usare un rafforzativo del concetto, è soprattutto vigliacco. Mi riferisco a tutti i cittadini dal libero pensiero di questa nostra Italia, mi riferisco a tutti gli italiani che almeno una volta si sono commossi alle prime note del nostro Inno Nazionale, anche allo stadio, perché no, mi riferisco a tutte quelle persone che appoggiano la mano sul petto quando Il canto degli Italiani o l’Inno di Mameli accende quel sentimento, tra i più nobili, che in passato ha spinto gli eroi al sacrificio estremo. Ha il potere di rievocare quasi tangibilmente ad ogni esecuzione, il giuramento di fedeltà alla nostra patria, quella che i nostri padri hanno voluto anche al prezzo del loro estremo sacrificio, combattendo valle dopo valle, al freddo, lontano dai propri affetti, con una unica speranza, quella del ritorno alla propria terra con la pace nel cuore, la stessa sulla quale consolidare le fondamenta della casa che avrebbe ospitato generazioni migliori della loro, che non avrebbe dovuto mai più pagare tributi di sangue ad alcuno. Oggi, a distanza di decenni ormai, quella casa vacilla. Il nord non è più quel qualcosa che sta più su e più vicino al polo nord e il sud di contro, che sta più giù. Qui la geografia non c’entra più nulla. Oggi si preparano le baionette e le bombe negli scantinati delle memorie evidentemente ammuffite e piene di ragnatele di uomini che hanno licenza di entrare nelle stanze del potere e per questo supportati da una parte della popolazione complice quanto loro di complottare contro la più nobile delle cause, il mantenimento della pace . Pensano di essere migliori geneticamente, pensano di sostenere l’economia sulle loro spalle, pensano di essere i preferiti del loro Dio che faranno rinascere probabilmente a Milano o Verona o………, pensano che andranno comunque assolti dalla storia, la nostra, se hanno dimenticato che la terra sulla quale camminano e sulla quale coltivano i frutti che sfamano i loro figli è intrisa del sangue delle migliaia di bravi ragazzi saliti 100 anni fa dal profondo sud a difenderli dallo “straniero” e che ci sono riusciti pagando un prezzo esorbitante, la loro stessa vita. Pensano di essere onnipotenti perché sono l’ago della bilancia della politica di oggi, pensano di essere eterni perché i loro compagni di coalizione li sostengono in questa loro teoria farneticante ignorando, gli stessi, che quando sarà sparato il primo colpo di fucile e un’ eroe del nord ucciderà un fratello pidocchioso del sud, la responsabilità sarà proprio la loro che hanno contribuito ad armare il braccio pur di continuare, costi quel che costi, a poggiare il culo sulla poltrona del comando. Pensano di poter pisciare impunemente sulla bandiera, la mia bandiera, l’identificazione di uno dei miei valori più sacri e pensano, altrettanto impunemente, anche di poter vituperare l’Inno Nazionale. Grandi pensatori, non c’ è che dire. Ma l’altra parte della coalizione, gli altri co-fondatori del POPOLO, che dicono? Che fanno? Come fanno a fare colazione tutti i giorni con questa gente, decidere insieme a loro le sorti del paese e a voltarsi dall’altra parte quando al Senatore del nord viene da pisciare? Mistero dei misteri. Ipocrisia e inciucio battono coerenza e orgoglio due a zero. Intanto il sud coerentemente, come sempre continua a contribuire in vite umane,6 , all’ orgoglio nazionale del popolo italiano. Il Senatore del nord i soldati li vuole a casa subito e promette che li rimpiazzerà con i maestri elementari del sud che non hanno superato gli esami orali in dialetto trevigiano.Ma toglietevi dalle palle, putridi servitori del sistema e dei vostri porci interessi.

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