LU PARTITE DE LU MATONE
>> martedì 4 gennaio 2011
“Lu partite de lu matone”.Me ne parlava mio nonno quand’ero un ragazzino, lo faceva sorridendo, con mille sottintesi che non ero in grado di recepire. Mi chiedevo: Ma come… il partito del mattone? Che significa…che i muratori…i carpentieri …i ferraioli…. Si erano messi insieme per fare cosa??? I muri, le case, i ponti ? Ci ero andato molto vicino! Solo, piccolo particolare, che gli operai incolpevoli li realizzavano, e chi di contro, con il sudore di questi ultimi ed atti per niente leciti , diventava….come dire.., benestante. E’ la legge del mercato. Funziona così. Ci dobbiamo stare. Ma..e dico MA, se a questo giochino non attribuiamo il vero significato della parola “partito”, non riusciremo mai a capire la vera essenza del gioco. Quindi per Partito intenderemo“Associazione di cittadini riuniti sotto un'ideologia comune e organizzati in una struttura articolata e generalmente gerarchica, che svolge attività politica all'interno di uno Stato, al fine di governarlo o di incidere sulla sua conduzione politica”. Bella definizione. Non fa una piega. Pensato e realizzato sin dagli anni ’70 a memoria mia, a Francavilla, questi cittadini hanno ininterrottamente e molto proficuamente posto in essere un sistema entro il quale i cittadini onesti fanno confluire i desideri, i progetti e sempre e comunque la speranza per un futuro migliore dei propri figli, e “loro”, grandi interpreti dei nostri sogni, lo assoggettano invece, ai loro biechi, torbidi e smisurati interessi personali. La categoria che più delle altre spicca per voracità è quella degli imprenditori edili. Con qualche debita eccezione, ovvio. Da questo, la definizione “Partito del mattone”. Si,…..dirà qualcuno, ma che c’entra “Partito”? Già…ci stavo arrivando. L’imprenditore, oggi come nel passato, vista la concorrenza e seguendo le vie lecite, ben poco può fare per soddisfare il suo bisogno di fare business, ha scoperto che recandosi nelle sedi deputate della politica e ungendo gli incrostati ingranaggi della burocrazia, otteneva privilegi mai raggiungibili in una onesta, dignitosa e competitiva gara di appalto. Non nascondiamoci dietro un dito. Tutti e ripeto tutti sappiamo come vanno le cose. Nel nostro quotidiano siamo subissati da questo tipo di notizie e i giornali non parlano d’altro. Non ci vogliono le prove da esibire alla magistratura per avere il quadro chiaro delle cose come di fatto accadono. Chi fa il purista è ipocrita e imbecille per scelta. Francavilla del resto basta guardarla. Se la sono mangiata metro quadrato dopo metro quadrato. In nome del turismo che non esiste più hanno fatto cose folli. Tu fai passare una strada qui e io ti intesto un immobiluccio là. Facile. Hanno creato dormitori invernali che si prestano alle più torbide esperienze che la natura umana è in grado di suggerire. Fate un giro d’inverno e anche d’estate per le strade di Francavilla nord e Francavilla sud e percorrete Viale Alcione e Via F.P. Tosti e le loro traverse. Uno spettacolo desolante e preoccupante. Individuerete per ogni palazzo che scorrerete, una sola luce accesa, triste e nello stesso tempo inquietante. Abitazioni di persone oneste e proprietarie di un appartamento acquistato con chissà quali sacrifici, che di fianco ne ha un altro il cui proprietario per recuperare le “spese di condominio” ha affittato a persone che vi esercitano il mestiere più vecchio del mondo o peggio. Chiediamolo, a questi nostri concittadini abbandonati ed impotenti di fronte a questo fenomeno, se è ancora necessario continuare a costruire case per poi destinarle all’uso di cui sopra! Chiediamoci se sono ancora da costruire appartamenti in un paese che probabilmente ne ha più che gli stessi abitanti. Altro che ripresa dell’economia francavillese. Altro che volàno per l’occupazione. Per quarant’ anni la politica locale ha foraggiato solo ed esclusivamente il suddetto partito del mattone. I soldi erano lì e l’edilizia faceva da padrona tra i settori produttivi francavillesi. Minimo sforzo più minimo rischio, uguale massimo profitto. Nessuno dei nostri eletti aveva interesse a far decollare l’industria, il turismo, l’agricoltura, l’artigianato, i servizi e i loro indotti. Non hanno destinato una sola zolla del nostro territorio alla crescita e allo sviluppo di quelle potenzialità! A cosa serviva del resto, preoccuparsi di quei cittadini, la quasi totalità, che di fatto viveva facendo mestieri non legati al settore edile? Si sono preoccupati solo dell’industria edile senza pensare che prima o poi i cantieri avrebbero terminato i lavori, i terreni si sarebbero esauriti e gli appartamenti sarebbero rimasti sfitti o invenduti perché Francavilla avrebbe potuto perdere la sfida con altre località che offrivano servizi di ben altra qualità. Guardiamocela la nostra bella Francavilla come è ridotta. Oggi, a gennaio del 2011, momento tristissimo, stiamo ancora a fare finta di essere d’accordo con questi venditori di fumo che ci tengono per il naso. E gli portiamo pure rispetto a questi eroi delle Istituzioni. Invitiamoli ad un pubblico dibattito tutte le domeniche a Palazzo Sirena, a renderci il conto di cosa stanno facendo per la città. Non gli assessori pilotati, ma i consiglieri di maggioranza veri responsabili del non fare, i veri responsabili di tutto quello che accade a Palazzo, i componenti del partito dei “cassi miei” che vale tanto quanto quello del mattone perché anche se con finalità diverse, alla fine, la macchia, sarà dello stesso sugo .
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